Categoria: Notizie fiscali

  • Quattordicesima 2026: a luglio il pagamento della somma aggiuntiva. Ecco chi ne ha diritto

    Quattordicesima 2026: a luglio il pagamento della somma aggiuntiva. Ecco chi ne ha diritto

    L’INPS ha confermato il pagamento della quattordicesima (somma aggiuntiva) con la pensione del mese di luglio 2026 per i pensionati che rispettano i requisiti previsti dalla normativa.

    In questo articolo, una breve guida su requisiti, importi previsti e modalità di erogazione.

    Chi ha diritto alla quattordicesima

    La somma aggiuntiva spetta ai pensionati che:

    • hanno compiuto 64 anni entro il 31 dicembre 2026 (quindi ai nati entro il 31 dicembre 1962);
    • possiedono un reddito personale annuo lordo entro i limiti previsti dalla legge, che per il 2026 è pari a 15.908,10 euro;
    • soddisfano i requisiti contributivi richiesti.

    Per il calcolo del diritto viene considerato esclusivamente il reddito personale del pensionato e non quello del coniuge.

    Quanto spetta

    L’importo della quattordicesima è determinato in base a due elementi:

    • l’anzianità contributiva complessiva;
    • la fascia di reddito del pensionato.

    Ad esempio, un pensionato di 64 anni, ex lavoratore dipendente, con 20 anni di contributi e un reddito annuo lordo di 12.000 euro, riceverà a luglio una somma aggiuntiva di 546 euro.

    La normativa prevede inoltre una clausola di salvaguardia per evitare che un lieve superamento dei limiti di reddito comporti la perdita totale del beneficio. In questi casi la somma aggiuntiva viene ridotta proporzionalmente.

    Nel caso di pensione ai superstiti, l’anzianità contributiva presa in considerazione è quella del dante causa, rapportata alla percentuale della pensione spettante al beneficiario.

    Quando viene pagata

    La quattordicesima viene riconosciuta automaticamente dall’INPS, senza necessità di presentare alcuna domanda.

    I pensionati che matureranno il requisito anagrafico di 64 anni dopo l’elaborazione della rata di luglio, oppure diventeranno titolari di pensione nel corso del 2026, riceveranno invece la somma aggiuntiva con la mensilità di dicembre 2026, purché siano in possesso di tutti i requisiti previsti.

    Quando non spetta

    La quattordicesima non è prevista per i beneficiari delle seguenti prestazioni:

    • pensioni e assegni di invalidità civile;
    • assegno sociale e pensione sociale;
    • accompagnamento a pensione;
    • rendite facoltative;
    • pensioni del Fondo casalinghe e del Fondo spedizionieri doganali;
    • indennizzi per cessazione dell’attività commerciale;
    • pensioni interessate da sostituzione Stato o rivalsa Enti locali;
    • trattamenti pensionistici ai lavoratori extracomunitari rimpatriati;
    • pensioni ex SPORTASS.

    Hai diritto ma non hai ricevuto la quattordicesima? Il patronato INAS Cisl ti aiuta!

    Se ritieni di possedere i requisiti ma non hai ricevuto la somma aggiuntiva, puoi rivolgerti al Patronato INAS CISL.

    Gli operatori ti aiuteranno a verificare la correttezza dell’erogazione da parte dell’INPS e ti assisteranno nell’eventuale presentazione della richiesta di riconoscimento del beneficio.

    Contatta la sede più vicina. Clicca qui

  • Perequazione delle pensioni 2026: pubblicato il Decreto e le stime degli aumenti

    Perequazione delle pensioni 2026: pubblicato il Decreto e le stime degli aumenti

    Nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2025 è stato pubblicato il Decreto interministeriale del 19 novembre 2025 (Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) relativo alla perequazione automatica delle pensioni con decorrenza 1° gennaio 2026.

    Secondo quanto stabilito, l’indice ISTAT FOI (prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) per il calcolo della rivalutazione delle pensioni è fissato per l’anno 2025 al +1,4%, con applicazione dal 1° gennaio 2026, salvo eventuale conguaglio successivo.

    Il Decreto definisce inoltre l’indice definitivo per la perequazione relativa all’anno 2024, pari a +0,8%. Pertanto, a gennaio 2025 non sarà previsto alcun conguaglio sulle pensioni riferito a quell’anno.

    Per le pensioni che prevedono l’indennità integrativa speciale (L. 324/1959) le percentuali di rivalutazione vengono applicate separatamente sull’indennità e sull’importo pensionistico.

    Quali sono gli aumenti previsti dal 1° gennaio 2026?

    In attesa della circolare INPS che definirà i valori ufficiali di rinnovo delle pensioni, riportiamo gli incrementi lordi stimati in base alla variazione del +1,4%:

    • Trattamento Minimo INPS: 611,85 euro (+8,45 euro) – annuo 7.954,05 euro
    • Pensione Sociale: 450,17 euro (+6,22 euro) – annuo 5.852,15 euro
    • Assegno Sociale: 538,69 euro (+7,54 euro) – annuo 7.101,01 euro

    Come viene applicata la perequazione: il meccanismo a scaglioni

    Come previsto dall’art. 1, comma 478 della Legge 160/2019, la rivalutazione viene applicata per fasce:

    • 100% dell’aumento (1,4%) per pensioni fino a 4 volte il TM (2.413,60 €)
      → incremento massimo: 33,79 €
    • 90% dell’aumento (1,26%) tra 4 e 5 volte il TM (2.413,61 – 3.017,00 €)
      → incremento massimo: 41,39 € (33,79 + 7,60 €)
    • 75% dell’aumento (1,05%) oltre 5 volte il TM (da 3.017,01 € in su)

    Clicca qui per scaricare la tabella con la simulazione degli adeguamenti per le diverse fasce pensionistiche secondo il meccanismo “progressivo”.

    Leggi altre notizie

    Seguici sui canali social per scoprire le ultime notizie di FNP Romagna

    Facebook  Instagram